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I GIORNI DI FILOTTRANO
(30 GIUGNO - 9 LUGLIO 1944)

di Giovanni Santarelli
Autore del volume
"La battaglia di Filottrano"


La città di Filottrano visse il suo momento epico nell'ultimo conflitto mondiale, quando, munita a caposaldo da truppe tedesche a difesa dell'ala destra del fronte di Ancona, fu teatro di una sanguinosa battaglia durata dieci drammatici giorni. Martoriata, prostrata, devastata, Filottrano rinacque alla Patria e alla libertà il 9 luglio 1944 ad opera della Divisione Paracadutisti "Nembo" del Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) con il concorso di forze polacche.
La citazione su scritta sembrerebbe quella, breve ed essenziale, di un testo enciclopedico, ma non lo è. è invece il compendio degli orrori che una popolazione civile, coinvolta in una battaglia, abbia potuto patire; delle rovine che una città, teatro delle operazioni, abbia potuto subire; delle innumerevoli gesta dei combattenti che vi hanno preso parte.
Sotto il maestoso ippocastano che domina lo spiazzo davanti all'ospedale, il cippo commemorativo della "Nembo", i cannoni, le scritte marmoree, i nomi dei reparti militari italiani e polacchi che presero parte alla battaglia evocano giorni memorabili. Una lapide recita: "Sosta viandante e venera gli eroi che per la Patria caddero e per noi!". In un'altra lapide si legge: "Non dimenticare! Combatti sempre per la pace e la libertà".
Certo! Come è possibile dimenticare i giorni di Filottrano; come è possibile dimenticare le vittime civili, specialmente quei nostri innocenti cittadini proditoriamente fucilati da truppe imbarbarite; come è possibile dimenticare gli intrepidi polacchi, che ad ogni occasione enunciavano quel loro motto sublime: "Combattiamo per la nostra e la vostra libertà"; come è possibile dimenticare i combattenti delle formazioni patriottiche locali, i loro Caduti sulle strade partigiane e coloro che soffrirono e morirono nei campi di internamento e concentramento.
Ma soprattutto non dimentichiamo che a Filottrano "COMBATTE' LA NEMBO", come eloquentemente scolpito sull'austero cippo (foto).
Le vicende dei tragici ed eroici giorni di Filottrano (30 giugno - 9 luglio 1944) sono conosciute, ma ne farò una breve sintesi:

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30 giugno: un reparto tedesco in ritirata passa per Filottrano, preleva a caso 10 cittadini e li fucila lungo la strada. Poi fugge in direzione di Jesi.

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1 luglio: si scatena la battaglia. I polacchi attaccano e conquistano S. Biagio, contrada ad est di Filottrano, punto sensibile della linea tedesca.

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2 luglio: la Nembo combatte a sud di Filottrano, lungo la linea del Fiumicello, dove si accendono violenti scontri tra opposte compagnie e battaglioni.

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3-4-5 luglio: i polacchi infrangono la linea tedesca nel tratto Centofinestre - Montoro e si spingono verso il Musone.

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6-7 luglio: la Nembo, dopo duri combattimenti sul Fiumicello e ad Imbrecciata, aggira Filottrano da sud-est e dalle posizioni di Centofinestre - Villanova si appresta da sola a prendere d'assalto la città con manovra a tenaglia schierando cinque battaglioni.

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8 luglio: è l'attacco finale, impetuoso, garibaldino ... si lotta per le strade ... con i carri armati ... i paracadutisti indietreggiano perché hanno solo armi leggere da fanteria ... solo una compagnia resiste tenacemente dentro l'ospedale conquistato ... da lontane retrovie si propone di far bombardare Filottrano dall'aviazione ... il Generale Morigi, comandante della Nembo, rifiuta l'intervento degli aerei alleati ... parte un nuovo contrassalto dei paracadutisti ... a sera non c'è più riserva ... si fa buio ... la battaglia si placa, ma rimane in sospeso.

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9 luglio: riprendono le ostilità, i tedeschi rispiegano su tutta la linea ... nel radioso mattino il tricolore sale sulla torre più alta e garrisce vittorioso al vento ... Filottrano è libera ... è il suo momento epico.

Il bilancio della battaglia è pesante:

 135 caduti in combattimento tra le file della Nembo ed altri reparti del C.I.L. in territorio di Filottrano;

 10 civili fucilati;

 70 civili caduti a seguito degli eventi o per conseguenza di essi.

Alcune considerazioni su tali fatti:
la Divisione paracadutisti "Nembo", con la vittoriosa battaglia di Filottrano, accelerò l'azione che avrebbe permesso al 2° Corpo Polacco di aggirare e conquistare Ancona il 18 luglio 1944;
la battaglia di Filottrano, dopo lo sfacelo dell'armistizio, vide riunita la massa più considerevole dei paracadutisti italiani combattenti in una Grande Unità, la Divisione "NEMBO", tutta in linea e tutti, dal Comandante Morigi all'ultimo dei cucinieri, animati dello stesso entusiasmo e della stessa fede.
Esso fu l'ultimo combattimento importante in cui i paracadutisti si batterono con uniformi, armi e materiali italiani, al comando di ufficiali italiani.
La vasta eco destata dalla vittoriosa conquista di Filottrano nell'Italia liberata e tra gli Alleati è sintetizzata in uno scritto dell'allora Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito generale Berardi indirizzato ai generali Utili e Morigi: "... Voi non sapete ancora quale grandezza di servigio avete reso all'Italia ...".
Alla città di Filottrano, ma solo nel 1989 e a mio avviso con procedura alquanto strana (consegna a mezzo pacco postale), viene conferita una Medaglia d'Argento al Merito Civile. C'è da chiedersi perché dopo 60 anni da quei giorni, un simile evento non sia stato ancora onorato con una Medaglia al Valor Militare.

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